martedì 21 marzo 2017

Bonesnack - Need A Woman [Official Video]

Wonder Woman | Nuovo trailer ricco d'azione (versione ITA/ENG)

Essere Nanni Moretti di Giuseppe Culicchia (Mondadori)

Cosa fareste se un giorno, facendovi crescere la barba, scopriste che siete il sosia perfetto di uno dei più importanti registi italiani di tutti i tempi? Prima di rivelare come si comporta il protagonista di questa storia, è necessario fare un passo indietro. Bruno Bruni è uno scrittore di nicchia. Ha esordito come poeta, poi – su consiglio del suo agente – si è dedicato alla narrativa, senza mai sfondare. Ma non si dà per vinto, e, mentre per vivere traduce opere di fantascienza cyber-punk, cerca di scrivere il Grande Romanzo Italiano, quello che farà scattare l'agognato passaparola e correrà allo Strega, quello che tutti – editori, critici e lettori – stanno aspettando. Ma più ci prova più si allontana dalla meta e si deprime davanti al foglio bianco. La sola consolazione nella vita di Bruno è Selvaggia: una ragazza d'oro, che fa la pole dancer in un locale notturno, che è libera e schietta quanto il suo nome. E che continua ad amarlo e a credere in lui ostinatamente. Fino a quando viene licenziata e la situazione si fa ancora più preoccupante. È qui che Bruno si lascia andare e si fa crescere la barba. Gli basta una giornata per rendersi conto che al supermercato, per strada, al ristorante, in palestra, tutti lo scambiano per Nanni Moretti. Sarà Selvaggia a convincerlo a sfruttare le doti da imitatore che ha fin da bambino, a studiare la biografia e l'eloquio del regista e a trasformarsi in un suo clone. Spacciandosi per Moretti e la sua assistente, i due cominciano a girare l'Italia approfittando dell'ospitalità generosamente offerta da sindaci e organizzatori di festival, che non vedono l'ora di far assaggiare loro i piatti tipici del territorio, intrattenerli con gli avvincenti racconti della storia locale e proporsi per una particina nel nuovo film del maestro. Bruno inizia a sentirsi sempre più a suo agio nei panni di Nanni Moretti, ed è sull'orlo di una crisi identitaria che rischia di compromettere i suoi grandi progetti narrativi, quando alla coppia si presenta un'occasione irrinunciabile: un invito alla Mostra del Cinema di Venezia. Essere Nanni Moretti è una lucida ed esilarante satira dei vizi e delle distorsioni dell'industria culturale italiana di questi anni. È una riflessione lieve ma penetrante sull'identità, le aspirazioni, l'ammirazione, l'invidia e l'accettazione di sé. E, infine, è il racconto della vicenda di due irresistibili sconfitti, un po' imbroglioni un po' sognatori, di cui è impossibile non innamorarsi.

Caravaggio, Lectio Magistralis di Vittorio Sgarbi, a Incontrarsi a Salso...

giovedì 16 marzo 2017

CHI SALVERÀ LE ROSE? di Cesare Furesi | Trailer Ufficiale

La mattanza. Dal silenzio sulla mafia al silenzio della mafia di Carlo Lucarelli (Einaudi)

«Siccome la storia come sempre in questo benedetto maledetto Paese non passa mai, allora credo che rivivere la Mattanza, con i clamori degli spari e delle bombe, e soprattutto con il ronzare assordante di molti silenzi, possa servire non solo a capire il passato, ma a riconoscere il presente.»

Per meglio ricordare Falcone e Borsellino, partiamo da piú lontano. Da quell'undici giugno del 1969, quando si apre il processo di Bari che rompe il silenzio sulla mafia, passando per l'uccisione del giornalista Mario Francese. Una carrellata che vede protagonisti Totò Riina, Leoluca Bagarella e Bernardo Provenzano, il sacco di Palermo e la guerra dei Corleonesi. E Francesca Morvillo e Ninetta Bagarella. Dalle morti di Boris Guliano, Cesare Terranova, Pio La Torre, Rocco Chinnici e Carlo Alberto Dalla Chiesa alla strage di Ciaculli, per arrivare alla nascita del pool antimafia, con la stagione dei pentiti, il maxiprocesso e le stragi di Capaci e di via D'Amelio. Per concludere con la reazione dello Stato, il 41bis, la morte di don Pino Puglisi, e le relazioni tra mafia e politica.

Don Andre - Love Time (Official Music Video)

mercoledì 15 marzo 2017

AQUAMAN (2018) | Cosa sappiamo fino ad ora sul film

Non è un paese per giovani Trailer - il nuovo film di Giovanni Veronesi

Strategia dell’addio di LiberAria Edizioni. Da domani 16 marzo 2017 in libreria


















“Le parole di Elena Mearini sprigionano un’energia smagliante e guerriera. La sua non è mai contemplazione del mondo: è sempre combattimento.”  (Raul Montanari)
Arriva nelle librerie italiane la nuova raccolta di poesie di Elena MeariniStrategia dell’addio, pubblicata per la collana Penne della case editrice barese LiberAria. Strategia dell’addio è la storia poetica di un amore e di un abbandono raccontato in versi, dalla solitudine all’incontro, dalla crisi fino al superamento del dolore. Le poesie di Elena Mearini somigliano a dei brevi haiku, didascalie del quotidiano scandagliate da un occhio acuto e da una penna affilata. Ciò che colpisce è la naturale scioltezza degli enunciati che compongono la parabola di un amore infelice. La Mearini utilizza un linguaggio volutamente scarno, ma ricco di sensibilità e ironia, influenzato dalla prosa contemporanea e asciutta della Dickinson e della Szymborska, rendendolo di volta in volta strumento d’indagine, espressione di dolore, lotta indomita contro la sofferenza, sorriso con cui guardare a un addio. Contraltare a questo canto intimo e struggente, i disegni dell’illustratrice ClaraPatella, il cui tratto netto, aperto, minimale madotato di delicatezza e profondità, donano risalto alla scrittura poetica, aiutando il lettorea trovare la propria Strategia dell’addio.
Elena Mearini È nata nel 1978 e vive a Milano. Ha pubblicato i romanzi 360 gradi di rabbia, Excelsior 1881, Premiogiovani lettori “Gaia di Manici-Proietti” nell’ambito della rassegna“Umbria Libri”; Undicesimo comandamento, Perdisa pop, PremioSpeciale UNICAM- Università di Camerino, terzo classificato al Concorso Nazionale di Narrativa “ Maria Teresa di Lascia” e Premio giovanilettori “Gaia di Manici-Proietti” nell’ambito della rassegna “UmbriaLibri”; A testa in giù, Morellini editore;Bianca da morire, Cairo editore, Premio“Lago Gerundo” per la narrativa.Firma due raccolte di poesie: Dilemma di una bottiglia, Forme Libere editore e Persilenzio e voce, Marco Saya editore.

Ivana Raymonda van der Veen - Don't Push Me Away (Original Song & Offici...

Lights of change

lunedì 13 marzo 2017

Gifted - Il Dono del Talento | Trailer del film con Chris Evans

Festival internazionale di Poesia Europa in versi - venerdì 7 /sabato 8 aprile 2017. Poesia, scienza e tecnologia VII edizione (Villa Gallia, Como)






















Monica Aasprong, norvegese, Victor Rodriguez Nunez, cubano, Haydar Ergülen, turco: sono alcuni poeti internazionali che parteciperanno a “Europa in Versi”, il festival di poesia che da sette anni si tiene a Como, quest’anno nella splendida cornice di Villa Gallia, e che nel 2016 ha registrato la presenza di circa 1.500 persone.
Tema dell’edizione 2017 “Poesia, scienza e tecnologia”: –”Poeti e scienziati hanno le stesse capacità intuitive, la stessa potenza immaginativa, la stessa sete di conoscenza che li spinge a porsi le domande fondamentali dell’esistenza: chi siamo, da dove veniamo e verso dove andiamo, come sono  fatti il mondo e l’Universo in cui viviamo.”  sostiene Laura Garavaglia, ideatrice e promotrice dell’iniziativa.
Il via ufficiale al festival – organizzato da “La Casa della Poesia di Como” – è venerdì 7 aprile con un incontro che unisce studenti, i poeti ospiti di “Europa in versi” e i professori dell’Università dell’Insubria. Sempre venerdì gli stessi poeti si spostano a Lomazzo, presso il parco scientifico tecnologico di ComoNext, per un incontro con il pubblico.
Sabato 8 aprile i poeti incontrano gli studenti dei licei di Como, per un dibattito che – nelle scorse edizioni – si è sempre rivelato appassionato. 
Al pomeriggio e alla sera il festival vero e proprio. Ecco l’elenco dei poeti: i già citati Monica Aasprong, Vìctor Rodrìguez Núñez e Haydar Ergülen. Poi Helen Soraghan Dwyer (Irlanda), Francoise Roy (Canada), Giovanny Gomez (Colombia), Ruben Dario Lotero (Colombia), Ion Deaconescu (Romania), Marta Markoska (Macedonia), e gli italiani Giovanni Darconza, Bruno Galluccio e Cinzia Demi. 
Durante il festival sarà organizzata una “Bottega di poesia”, già collaudata negli anni. Gli “aspiranti poeti” potranno chiedere gratuitamente un parere sui loro versi al poeta Mario Santagostini. Da questa esperienza negli anni sono emersi piccoli talenti, poi pubblicati.
 Accanto al festival altri momenti culturali, come la mostra delle opere degli allievi dell’Accademia Aldo Galli, realizzate ispirandosi alle poesie presentate. Un intervallo musicale sarà a cura del Conservatorio di Como.
Dopo il successo della I edizione, prosegue il “Premio Internazionale di Poesia e narrativa Europa in versi”, legato al festival e articolato in varie sezioni, tra cui un’ampia sezione dedicata ai giovani: in serata premiazione dei vincitori.
Come per l’edizione precedente sarà pubblicata un’antologia da iQdb edizioni di Stefano Donno che raccoglie alcune poesie dei poeti partecipanti al Festival e dei vincitori del Premio.

Per ulteriori informazioni:


Roberto Quaglia: "Il fondamentalismo hollywoodista"

GOVANA - HAPPY (OFFICIAL VIDEO)

venerdì 10 marzo 2017

Alien: Covenant | Clip Italiana "L'ultima cena"

ELLE con Isabelle Huppert | Trailer Italiano - Candidato al premio Oscar

Casting Crowns - Oh My Soul (Official Lyric Video)

Lavorare gratis, lavorare tutti. Perché il futuro è dei disoccupati di Domenico De Masi (Rizzoli)



Un nuovo modello di sviluppo e di convivenza, che possa condurci verso approdi sempre meno infelici. Ormai non esiste famiglia dove non ci sia un figlio, un parente o un amico che non sia disoccupato. Se ne parla come di un appestato, abbassando la voce per non farsi sentire dagli estranei, e comunque sospettando che, sotto sotto, si tratti di un fannullone o di uno scapestrato. Con la disoccupazione giovanile stabile oltre il 40 per cento, l’Italia è oggi un Paese con milioni di questi fannulloni e scapestrati. Tutte le soluzioni sperimentate finora, compresi i voucher e il jobs act, celano l’intento di ampliare a dismisura un esercito di riserva professionalizzato e docile, disponibile a entrare e uscire dal mondo del lavoro secondo le fluttuazioni capricciose del mercato. Invece bisognerebbe avere il coraggio di affrontare il problema in tutta la sua gravità: la disoccupazione non solo non diminuirà, ma è destinata a crescere. Basta guardarsi intorno: ieri le macchine sostituivano l’uomo alla catena di montaggio, domani software sempre più sofisticati lavoreranno al posto di medici, dirigenti e notai. Insomma, il progresso tecnologico ci procurerà sempre più beni e servizi senza impiegare lavoro umano. E la soluzione non è ostacolarne la marcia trionfale, ma trovare criteri radicalmente nuovi per ridistribuire in modo equo la ricchezza. Per questo i disoccupati e tutti coloro che temono di poterlo diventare, se vogliono salvarsi, devono adottare una precisa strategia di riscatto. Perché pretendere un comportamento e un’etica ritagliati sul lavoro quando il lavoro viene negato? Perché non trasformare i disoccupati in un’avanguardia di quel mondo libero dal lavoro e sperimentare le occasioni preziose offerte da quella libertà? Ciò che oggi si prospetta non è conquistare, lottando con le unghie e con i denti, un posto di ultima fila nel mercato del lavoro industriale, ma sedere nella cabina di regia della società postindustriale. La soluzione è un nuovo modello di sviluppo e di convivenza, che possa condurci verso approdi sempre meno infelici.

giovedì 9 marzo 2017

Rivivi Rogue One: A Star Wars Story con il Nuovo Trailer

Dae Andre - Throne Seekers (OFFICIAL MUSIC VIDEO) ft. Gifted Visions

Storie di Parigi di Franco Ricciardiello. Per Odoya in Libreria dal 30 marzo 2017



“Per il perfetto flâneur, per l’osservatore appassionato, è una gioia immensa eleggere domicilio nel numero, nel mutevole, nel movimento, nel fuggitivo e nell’infinito” Charles Baudelaire

 Ispirato dai numi tutelari della flânerie ovvero Charles Baudelaire e Walter Benjamin, Franco Ricciardiello stila un completo diario di una settimana a zonzo per Parigi. Partendo dal XX Arrondissement (Ménilmontant) ed arrivando fino al I (Louvre), il lettore potrà approfondire tutte le curiosità di questi luoghi carichi di cultura. Erudito conoscitore di cinema, musica, storia e letteratura, l’autore collega la cultura francese ai luoghi della Ville Lumière  creando approfondimenti gustosi adatti per ogni visitatore, anche il più ferrato. E se questa guida è utile solo in parte per trovare la migliore boulangerie del XX Arrondissement, si potrà scegliere quella in  cui si recava Serge Gainsbourg.  Chi visita il celeberrimo Café de Flore, luogo simbolo dell’esistenzialismo, deve anche sapere che fu teatro dell’incontro tra Jean d’Halluin editore di Tropico del Cancro e Boris Vian nel 1946. Da quell’incontro nacque Sputerò sulle vostre tombe: un supplemento di successo e di scandalo per il brillante e spregiudicato editore. A proposito di tombe:  tra le storie più gustose ci sono quelle della Parigi sotterranea. Il 2 Aprile 1897  alla “rotonda delle tibie” meglio conosciuta come “Cripta della passione” si tenne un concerto clandestino ancora oggi commemorato da un’incisione. I brani suonati? La Marcia funebre di Chopin e la Danza macabra di Saint Saens, ovviamente. Ricciardiello utilizza i luoghi come macchine del tempo, così la descrizione dei pressi della Sorbona è utile per tornare all’epoca in cui i surrealisti aiutarono Buñuel con la promozione di Un chien andalou (1929). Al cinema Studio des Ursulines assistettero alla prima Picasso, le Corbusier e Cocteau! Ma molte cose sono ben più che immaginabili, come le poco conosciute statue della libertà di Frédeéric Bartholdi, autore di quella a Liberty Island: la prima è il calco originale alto 2,86 metri conservato al Musée des Arts et Metiers (citato anche da Umberto Eco ne Il pendolo di Foucault); la seconda è uno studio in bronzo inaugurato nel 1900 nei Jardins du Luxembourg; la terza, alta 11,5 metri, e questa dell’Ile aux Cygnes, che si vede nel film di Roman Polansky Frantic. E se in Rue Bleue l’autore ricorda Momo di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (2001) di Eric-Emmanuel Schmitt, la stazione di Saint Lazare e Parc Monceau evocano con forza  Raymond Quenau e i suoi Esercizi di Stile. Il IX è l’arrondissement di Marcel Proust, mentre l’attento lettore seguirà Ricciardiello giù per via Chemin Verte fino al 132 di boulevard Richard-Lenoir dove Simenon colloca della casa di Louise e Jules Maigret. Il civico è svelato in un unico libro… Non mancano gli accenni alla Parigi di Pennac e della saga Malaussène e a quella di Cortázar ben descritta in appendice de Rayuela… E se l’autore non si scorda di seguire la carrozza di Robespierre in via St. Honoré, sarà ancora più emozionante immaginare l’enorme barricata che sorgeva dove rue du Temple sfocia in place de la Republique descritta da Victor Hugo nel suo monumentale Les misérables. Per tutto il resto, c’è Lonely Planet.
Franco Ricciardiello (Vercelli 1961) a pubblicare fantascienza a vent’anni. Nel 1998 vince il premio Urania per il miglior romanzo di fantascienza italiano con Ai margini del caos (Mondadori), tradotto in Francia da Flammarion. Ha insegnato per quasi vent’anni Scrittura creativa a Biella, Vercelli e Genova, e tiene seminari sulla letteratura a Torino, Napoli, Cosenza e Novara. Ha collaborato all’enciclopedia a dispense Scrivere della Rizzoli con una serie di schede su celebri opere della letteratura mondiale e con il volume dedicato allo “Stile letterario”. Oggi ha all’attivo tre romanzi di fantascienza, due gialli, un thriller e un romanzo contemporaneo, più tre volumi che raccolgono la maggior parte dei suoi racconti apparsi in riviste e antologie in Italia, Francia, Grecia e Argentina.