mercoledì 26 luglio 2017

La storia di Mr Polly di Herbert George Wells. Prima traduzione integrale italiana Caterina Ciccotti. Prossimamente in libreria per Meridiano Zero



Scelto da Robert McCrum (Observer, The Guardian, Faber & Faber) per occupare il 39° posto nella lista dei 100 romanzi imperdibili di tutti i tempi (The Guardian), Mr Polly racconta una storia attualissima, che spiega come rivoluzionare la propria esistenza. Wells mette in campo una piccola parabola socialista in cui un uomo di mezza età si libera di casa, lavoro e matrimonio per abbracciare uno stile di vita che lo rende più felice. "Se il quoziente intellettivo medio della nostra società fosse di poco superiore a quello di un povero idiota, la gente avrebbe già dato fuoco a buon parte di Londra e di Chicago, tanto per fare un esempio, e al posto di questi ammassi pestilenziali di putride proprietà private avrebbe costruito città più sane e vivibili". (H.G. Wells La storia di Mr Polly)
 Chi non ha mai pensato di dare fuoco alla propria stanca esistenza e ricominciare da capo? Mr Polly, un piccolo commerciante annoiato, fa conseguire i fatti a un pensiero fisso: incendia casa e bottega, lascia la moglie e parte in cerca di una vita migliore. La sua esistenza è come quella di tanti: determinata da scelte di circostanza. La piccola rivoluzione insita in questa storia consiste nel liberarsi dalle scelte di vita “capitate” e volere finalmente qualcosa. Ma cominciamo dall’inizio. Elfrid Polly, fervido inventore di neologismi, “preferisce il lavoro alla scuola” così decide di avviarsi all’apprendistato in un grande magazzino in cui lavora (poco) e bighellona (molto) con alcuni compari. Le loro avventure ricordano Tre uomini in barca: lo stesso spensierato umorismo dei tre giovani “gentiluomini” di Jerome K.Jerome. Ecco però che il padre passa a miglior vita e gli lascia una discreta somma. Dopo una vacanza in bicicletta da “uomo libero”, la forte pressione sociale e famigliare descritta con toni umoristici lo convincono ad avviare una piccola attività in riva al mare, nel piccolo, sonnacchioso villaggio di Fishbourne. Facendo seguito a un ragionamento ad alta voce, chiede la mano della cugina Miriam. Segni particolari: Miriam ride forte alle battute di Elfrid ed è mostruosamente brava nelle faccende di casa. Mr Polly percepisce il suo matrimonio come un incidente e la penna impeccabile di Wells ci regala questa considerazione ricca di ironia:
"Doveva sposarsi per volontà della società: quella stessa società che in tempi passati aveva stabilito che altri poveri cristi dovessero essere condannati con sontuosi cerimo­niali, da propri simili severi quanto inesorabili, a essere annegati, bruciati o impiccati". Stessa sensazione accompagna la sua attività di “shop manager”, solo i libri lo salvano dal tedio di quella piccola bottega fonte di ben poche soddisfazioni, anche pecuniarie... Matura così nel suo cervello un’insopprimibile voglia di scappare da quella situazione. Sarà un profetico e didattico brano di Marx a confermare che le piccole botteghe hanno sempre contribuito all’indebitamento più che alla felicità dei propri gerenti e Mr Polly (come Fantozzi con il ragionier Folagra) sarà illuminato da quelle parole: questo brano segna un punto di svolta nella trama. È una sorta di attualissimo consiglio ad entrare a far parte dell’intelletto collettivo a discapito del proprio tornaconto individuale. È così che il protagonista matura la decisione di farla finita con tutto, dare fuoco al negozio (e alla casa sopra di esso) e tagliarsi contestualmente la gola. La decisione arriva repentina, seguendo questa raffica di domande e un’unica risposta: "La sua vita aveva mai avuto un inizio? Mai! Si sentiva come se la sua anima fosse stata soffocata e i suoi occhi bendati fin dalla nascita. Perché aveva vissuto in quel modo? Perché si era sempre piegato alle circo­stanze, perché aveva preso tante cantonate? Perché non aveva mai insistito per ottenere le belle cose che desiderava, non le aveva mai veramente cercate, non aveva mai lottato per esse, mai rischiato la vita piuttosto che rinunciarvi? Quelle erano le cose che contavano, non la sicurezza".
E da qui inizia la seconda parte del romanzo e della vita di Elfrid Polly. L’incendio va in porto e rischia di dar fuoco a mezza Fishbourne. Ma il suicidio no, e il tentativo di salvare dalle fiamme la mamma del vicino –  scena divertentissima, quella del salvataggio della vecchia signora – lo scagionano dal sospetto di essere l’artefice del fuoco. Da qui inizia il libero e leggero vagabondaggio del nostro eroe atipico per il countryside inglese, alla ricerca di un senso, della felicità, ovvero di quel che potrebbe piacergli. Un donchisciottesco peregrinare tra ricordi e incontri fortunati, un’amicizia a prima vista (molto più certa del coup de foudre) e zuffe furibonde che vedono il nostro nei panni inediti del combattente per la propria serenità. Come va a finire? Wells consiglia di mollare tutto e cambiare vita? Sì, eccome, e nella semplicità di un tramonto con la nuova amica (battezzata la grassignora) troverà le parole per descrivere la vita che gli calza a pennello: Sono stato creato per amare tramonti e cose del genere. Un libro che fa riflettere divertendo, un gioiellino dell’epoca edoardiana che solleva potenti interrogativi esistenziali. Effetti collaterali: l’impulso fortissimo a cambiare radicalmente quello che non va nella propria esistenza.


Herbert George Wells (1866-1946) è stato uno scrittore britannico tra i più popolari della sua epoca, tutt’oggi stimatissimo come uno degli iniziatori del genere letterario fantascientifico. Di modesta condizione sociale, esercitò diversi mestieri tra cui il commesso di bottega prima di vincere, a vent’anni, la borsa di studio per la Normal School of Science di Londra. Il suo primo romanzo avveniristico fu il capolavoro di fantascienza sociale La macchina del tempo (1895), cui seguirono, con altrettanto successo, L’isola del dottor Moreau (1896), L’uomo invisibile (1897) e La guerra dei mondi (1898). Di forte orientamento socialista e militante, Wells entrò nel 1903 nella Fabian Society (come G.B. Shaw) e scrisse articoli, saggi e romanzi di forte tensione verso gli ideali di libertà e giustizia sociale. Il filone della sua prolifica produzione narrativa stranamente meno noto in Italia è invece quello umoristico, di cui La storia di Mr Polly (1910) rappresenta l’esemplare più riuscito. Dal romanzo sono stati tratti l’omonima pellicola di Anthony Pellisier (1949), con il premio Oscar John Mills nel ruolo di Polly, e tre serial televisivi prodotti dalla BBC (1959, 1980, 2007).

Nessun commento:

Posta un commento