mercoledì 1 marzo 2017

Dalla morte in poi. Delirio e follia a Bologna di Roberto Carboni (Frilli)



"Non cerco comprensione né compassione. Non mi pento. Rifarei ogni cosa, anche più crudelmente se potessi. Le trincee che il tempo mi ha scavato attorno agli occhi, racconterebbero una per una i dettagli delle mie degenerazioni, se solo qualcuno le volesse comprendere e non si accontentasse di inorridire per i crimini che ho commesso. E di cui - lo ripeto - non mi pento. Sono giunto fin qua nel tentativo di capirmi, e ho scelto di vivere. Dalla morte in poi, almeno. Ma non chiamatemi assassino, sarebbe riduttivo. Sono un uomo che ha fatto l'errore di domandarsi fin dove potesse arrivare. E ha trovato il coraggio di rispondersi. Oscar Torri, imprenditore bolognese, soffre di attacchi di panico. È un insicuro cronico, una vittima. O almeno così crede. Fino a quando dentro di lui non emerge il suo inconscio primordiale. Prende atto di essere un predatore, e che le sue ansie... i controlli... servivano solo a soggiogarlo. E incomincia la sua vera vita. Commette i più efferati crimini ma al contempo ritorna ad essere il miglior marito, padre di famiglia e datore premuroso nei confronti dei propri dipendenti. Affina la propria folle filosofia. Io e tutte le persone che ero stato nel tentativo di nascondermi, stavamo per stringere la mano al demonio che ero in realtà. Fino a quando..."

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