domenica 4 dicembre 2016

Eros e virtù. Aristocratiche e borghesi da Watteau a Manet di Alberto Mario Banti (Laterza)



Mi sono divertito tantissimo e deliziato non poco nella lettura dello stuzzicante lavoro di Alberto Mario Banti dal titolo Aristocratici e borghesi da Watteau a Manet.  Si legge delle relazioni sentimentali e amorose, pudicamente erotico/coniugali tra il 700 e la fine dell’800. Un’analisi obiettiva e colta del significato e del ruolo del matrimonio in quegli anni dove gli sposini si conoscevano poco prima di andare dinanzi al prete. Un oscillare dunque tra amore romantico e spinte libertine, quelle magari proprie delle donne aristocratiche del settecento che erano in possesso di una libertà sessuale impensata e impensabile rispetto alle loro eredi ottocentesche. E poi una campionatura iconografica di culi e tette e vulve come tributo mai scontato o volgare alla donna e alla metafisica estetica della femminilità impressa nell’immensità di opere d’arte senza tempo.  Insomma Banti è magistrale nella costruzione analitica di questo spaccato di gestione dei corpi e della sessualità in universo fatto di simboli ma anche di storie fondamentalmente fatta di salotti bene tra le élites sociali in grado di dettare il gusto nei rapporti di genere, amore,  sessualità.

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