lunedì 5 dicembre 2016

All’inizio era il profumo di Aldo Nove (Skira)



Personalmente sono uno che ci tiene non solo ad una generica igiene personale, ma anche a giocare tra le fragranze in cucina e i profumi della vita. E sono convinto che sono indelebili certi afrori nella memoria che si riattivano magicamente quando si presentano magari con casualità nella vita di ogni giorno.  Una convinzione ora ancora più forte dopo aver letto “All’inizio era il profumo” di Aldo Nove edito dalla storica casa editrice Skira. Cosa sono effettivamente i profumi, nella loro perenne evanescenza, in quel loro essere seduttivi dolcemente forse mortalmente in alcuni casi, effluvi di sensualità, mosaici di rimpianti o tristi ricordi.  Possiamo ricordare il profumo del pelo del cane tutto arruffato e bagnato, o quello del fieno nella stalla, o magari dell’acqua di colonia del nonno? Aldo Nove lo abbiamo incontrato “cannibale” e lo ritroviamo nel corso della sua carriera editoriale poeta di rara sensibilità, come proprio in questo lavoro da annusare dove l’aneddotica non si spreca e le nuances della storia fanno capolino in maniera discreta e autentica, senza forzatura o balordaggini.  Questo libro ci insegna che viviamo immersi in una texture di odori e profumi per tutto il nostro tracciato biografico e che non di rado si colora di magia profumosa che tutto rende bellissimo e spensierato.  Lasciatevi sedurre da questo piccolo capolavoro!

Aldo Nove (Viggiù, 1967) ha pubblicato nel 1996 con Castelvecchi il suo primo libro, Woobinda. Per Einaudi sono usciti Puerto Plata Market (1997), Superwoobinda (1998), Amore mio infinito (2000), La più grande balena morta della Lombardia (2004), Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese… (2006) e La vita oscena (2010); in “Collezione di Poesia” le raccolte Nella galassia oggi come oggi. Covers (2001) con Raul Montanari e Tiziano Scarpa, Maria (2007), A schemi di costellazioni (2010) e Addio mio Novecento (2014). Per La Nave di Teseo Anteprima mondiale (2006). Con Skira ha pubblicato Si parla troppo di silenzio. Un incontro immaginario tra Edward Hopper e Raymond Carver (2009) e Mi chiamo… (2013).

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