venerdì 25 novembre 2016

Per troppa luce di Livio Romano … cronaca di un successo annunciato!



Ho letto tutti i libri di Livio Romano,  mettendo sempre il  muso dopo aver finito l’ultima pagina. Si ha sempre l’impressione che la narrazione debba finire per forza per eviatre di dire altro, per non scadere nell’oltre. Il suo ultimo lavoro Per troppa luce edito da Fernandel convince per una grammatica (generativa di innumerevoli spunti di riflessione) tutta sua, fatta di impreviste effervescenze e sensualità mai scadenti nel banale.  Analista impietoso delle maschere del quotidiano, Romano non tralascia nessun dettaglio, sapendo che nella buona come nella cattiva sorte quando si taglia il pane … le briciole non cascano solo da un lato!
La Trama - Un professore universitario, il proprietario di una tv locale e un ricco medico ingaggiano l'architetto portoghese Francis Arrangiau perché progetti nel Salento un colossale parco tematico finanziato per intero da fondi pubblici. C'è da abbattere la masseria in cui vivono centinaia di immigrati e imbastire una ragnatela di carte false. Antonio è un ispettore del lavoro e Simona un avvocato. Si incontrano, si innamorano, si lasciano. Entrambi, però, e per vie diverse, si ritrovano coinvolti nella battaglia contro il comitato d'affari. Attorno a loro si muove una folla variopinta di personaggi: una principessa araba, un ricercatore precario gigolò per sopravvivere, l'ex consigliera del dittatore Ceausescu, un pm geniale, uno psicologo arraffone, scrittorini oscuri quanto vanitosissimi e un gran numero di trentenni plurilaureati che accettano miseri lavori nella comunicazione pur di non emigrare. Sullo sfondo di una provincia italiana sfrenatamente libertina, Per troppa luce è una commedia grottesca con un colpo di scena drammatico, in cui l'impegno civile è un modo per dare un senso duraturo alia propria esistenza e lasciare una traccia di sé.
Livio Romano è nato nel 1968 a Nardò, in provincia di Lecce, dove vive. Insegna italiano agli stranieri. Ha esordito con tre racconti in Sporco al sole a cura di Michele Trecca, Gaetano Cappelli ed Enzo Verrengia (Besa Booksbrother, 1998) e con un racconto in Disertori (Einaudi), a cui sono seguiti i romanzi Mistandivò (Einaudi, 2001), Porto di mare (Sironi, 2002) e Niente da ridere (Marsilio, 2007), il saggio Da dove vengono le storie (Lindau, 2000) e il lungo reportage dalla Bosnia Dove non suonano più i fucili (Big sur, 2005). Con Fernandel ha pubblicato: Il mare perché corre, Diario elementare e Per troppa luce.

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