lunedì 28 novembre 2016

L’arte non è faccenda di persone perbene di Lea Vergine (Rizzoli)

Lea Vergine, critica d' arte e scrittrice, ha uno studio vicino a corso Magenta, a Milano.  Fumatrice incallita, e una vita intensa anzi intensissima da Napoli che le ha dato i natali sino a Milano dove si è trasferita per amore del marito Enzo Mari, passando per l’eterna Roma  … sempre inseguendo il segno, il colore, l’arte. “L'arte non è faccenda di persone perbene”,  uscito da pochissimo per Rizzoli, è un libro non tanto amarcord, quanto ricco di tracciati mnemonici alcuni sovente dolorosi messi volutamente nella cantina del subconscio perché dolorosi, terribili.  Lea Vergine in queste pagine si racconta e racconta della sua scelta di vita, impietosa come solo il mondo dell’arte può essere, mettendo a frutto le sue doti intellettuali a contatto diretto con  mostri sacri come Cioran e Manganelli, Gillo Dorfles, Arturo Schwarz, Silvana Ottieri, Camilla Cederna e tantissimi altri. La bellezza di questo lavoro sta nell’atrocità del Bello, del Segno , dell’Eccesso, una malattia del sublime  che scava nelle profondità dell’essere umano e che fa la parola strumento cre/artistico di grande potenza.  Lea Vergine critica d’arte, è autrice di numerose pubblicazioni tra cui Il corpo come linguaggio / Body Art (1974); Attraverso l’Arte / Prati-ca Politica (1976); L’Arte ritrovata (1982); L’Arte in gioco.

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